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Energrid SpA, società del Gruppo CIE, è uno dei principali attori del mercato energetico italiano. Parlare di energie ‘alternative’ e farlo con l’autorevolezza di una società considerata il partner globale per tematiche energetiche, richiede nuovi spazi. Di qui la necessità di un’area sul sito istituzionale essa stessa ‘alternativa’ in cui Energrid approfondirà la sua realtà aziendale e tratterà temi di scenario cari a tutti, quali il risparmio energetico e quindi il rispetto dell’ambiente.

Con Lucien Kroll l’architettura sostenibile sbarca a Milano

11.03.2010

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Architettura sostenibile per la salvaguardia del nostro Pianeta. Non solo risparmio energetico, ma anche attenzione ai materiali impiegati e alla possibilità di riciclarli. Ne avevamo parlato nell’ultimo post e torniamo sull’argomento con molto piacere per presentare un evento imperdibile alla Triennale di Milano: A Sustainable Beauty-Hight Green Tech Symposium 2010, venerdì 19 marzo affronterà il tema dell’Architettura Sostenibile con il grande maestro Lucien Kroll.

Lucien Kroll, classe 1927, è uno dei grandi maestri riconosciuti dell’architettura sostenibile internazionale. Le sue opere e le sue idee hanno influenzato e fatto da guida per generazioni di architetti. Le sue opere e le sue idee hanno influenzato e fatto da guida per generazioni di architetti. Impegnato sui temi della partecipazione, del recupero urbano e della sostenibilità ambientale, antiaccademico per antonomasia, anti-star nell’epoca delle archistar, guru dell’ecologia concreta e dell’architettura a misura d’uomo. Lucida la sua critica al Movimento Moderno, al quale rimprovera di aver anchilosato la creatività dimenticando una parte sostanziale dell’uomo, quella che ha a che fare con la memoria, il sogno, l’irregolare. L’architettura di Kroll si modella sullo spirito dei luoghi e su chi li abita, non è mai gerarchica e organizzata rigidamente, si sviluppa in strutture irregolari, organiche, sospese e quasi incompiute, in costante evoluzione, non ripetitive, privilegiando il processo creativo continuo contro la perfezione sterile.

Qui trovate tutte le informazioni http://www.nemetonmagazine.net/blog/?p=500

Green rating: ecco come misurare l’efficienza energetica di un edificio

09.03.2010

Oggi parliamo di edilizia e salvaguardia del nostro Pianeta, attraverso la costruzione di edifici sostenibili che consentono un grosso risparmio energetico nel tempo.

Quasi tutto ciò che l’uomo produce, prima o poi, diventa vecchio e inutile. Cosa succede dei prodotti quando non servono più? Vengono smaltiti. Come? Questo è il problema della nostra società! Produciamo senza sosta, qualsiasi cosa, senza pensare al ciclo vitale degli oggetti e senza preoccuparci della questione ‘smaltimento’. La ricerca e lo sviluppo di sistemi di progettazione di prodotti riciclabili e di approcci all’assemblaggio delle materie organizzati e strutturati in maniera ottimale, stanno piano piano entrando a fare parte delle priorità in ambito politico, scientifico e industriale. Il consumo di energie e risorse materiali non può essere drasticamente ridotto, ma può certamente essere organizzato in modo da ridurre gli sprechi e riutilizzare i materiali. In ambito edilizio l’architettura sta cominciando a dare il suo importante contributo facendo suoi i principi della sostenibilità.

Ma quali sono i requisiti che una costruzione deve possedere per soddisfare le aspirazioni riguardanti la sostenibilità ambientale?

Werner Sobek, ingegnere e architetto tedesco da tempo impegnato nella ricerca di soluzioni costruttive sostenibili, ha progettato una casa, la sua casa, seguendo le logiche di uno standard ben preciso. Si chiama Triplo Zero e riesce a soddisfare tre obbiettivi specifici:

Zero Energia: l’edificio non necessita di fonti energetiche esterne per ‘funzionare’, perché autosufficiente nella produzione di energia pulita attraverso pannelli solari, impianti fotovoltaici e turbine eoliche
Zero Emissioni: l’edificio non produce emissioni nocive e non inquina l’ambiente
Zero Sprechi: l’edificio è completamente riciclabile, i materiali utilizzati per la costruzioni sono separabili tra loro e totalmente riciclabili e riutilizzabili per costruzioni successive

Il German Sustainable Building Council (Ente Tedesco per l’ Edilizia Sostenibile) è un’organizzazione no profit che da tempo cerca di strutturare un sistema di certificazione che imponga ai costruttori di adempiere ai compiti elencati sopra. Se politica, scienza e industria riuscissero ad accordarsi e a porre le basi legali per una architettura sostenibile, il mondo di domani sarebbe sicuramente più verde.

E casa vostra? Quanto è sostenibile? Con il Green Rating (creato da Bureau Veritas) è possibile calcolare le performance ambientali della vostra abitazione. Ecco i parametri chiave per farlo:

il suo rendimento energetico
i trasporti e l’accessibilità alla sede
le emissioni di CO2
la gestione dell’acqua
la salubrità dei luoghi
il comfort abitativo
la gestione dei rifiuti

Seguendo questo link http://greenfootstep.org/ è possibile calcolare il green rating della vostra casa o piccola o media azienda: rispondendo alle domande del questionario sarà possibile ottenere il grado di sostenibilità in base a parametri specifici, come ad esempio il consumo energetico. Buon divertimento!

Il futuro? E’ nelle mani dell’eco-lavoro

25.02.2010

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La crisi economica e la disoccupazione stanno mettendo a dura prova il mondo del lavoro e soprattutto i lavoratori.
Eppure c’è un settore in forte crescita: la produzione di energia verde richiama a sé sempre più lavoratori. Le stime per il futuro sono particolarmente positive: nei prossimi vent’anni il settore delle energie rinnovabili dovrebbe coinvolgere più di 8 milioni di lavoratori nel mondo intero.

Si tratta di un dato che abbiamo estrapolato dalla ‘Guida ai Green Jobs- come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro’ (edizione Ambiente), manuale scritto a quattro mani da Marco Gisotti e Tessa Gelisio. Attualmente in Italia i lavoratori impegnati nella green economy sono tra i 300 e i 450 mila, cifre che aumenteranno notevolmente soprattutto per quanto riguarda il campo delle fonti rinnovabili (sono previsti 100 mila posti di lavoro in più da qui a vent’anni).

Eco-lavoro e eco-lavoratori, ma quali sono le professioni che andranno per la maggiore?

  • Il settore delle energie rinnovabili impiegherà 2,3 milioni di lavoratori;
  • il settore dell’eolico 300.000 lavoratori;
  • il settore del solare fotovoltaico 170.000 lavoratori;
  • il settore del solare termico 600.000 lavoratori.

E concretamente, quali saranno le figure professionali richieste, sulle quali puntare sin da ora?

Tra le 100 diverse eco-professioni analizzate dalla guida, ne spiccano alcune particolarmente interessanti:

  • agricoltore biologico, con particolare rilevanza della figura dell’agricoltore verticale specializzato in coltivazioni su grattacieli;
  • ecochef, non solo proporrà menu a base di alimenti biologici, ma penserà a una cucina dove ogni passaggio sarà effettuato in vista di un risparmio di energia e risorse;
  • eco parrucchiere, utilizzerà prodotti naturali e metodi volti al risparmio di acqua e energia;

Parlando di piccole e medie imprese impegnate nella produzione e gestione di energia verde, costruzione e impiantistica, ma anche realizzazione stessa di impianti per la produzione di fonti energetiche rinnovabili, le professioni richieste saranno meno originali ma di certo più direttamente coinvolte nella filiera delle rinnovabili. Dal certificatore energetico fino all’operaio specializzato nel montaggio di pannelli fotovoltaici, le opportunità saranno moltissime:

  • auditor ambientale, specializzato nella creazione di posti di lavoro (formazione richiesta ad esempio in ‘Management delle imprese di servizi energetici e ambientali’);
  • bioingegnere, specializzato in biotecnologie (pur non essendoci ancora corsi di laurea ad hoc, è possibile trovate un percorso valido ad esempio al Politecnico di Milano e Torino)
  • certificatore energetico, specializzato in diagnosi energetica dell’edificio (corsi specifici di abilitazione presenti in tantissime città italiane con orari anche serali che permettono ai professionisti di frequentare):
  • energy management, colui che pensa a un uso intelligente delle energie (Master organizzati nelle facoltà di economia e da Fire e Enea);
  • manager verde, colui che aiuta l’azienda ad affrontare i problemi di risparmio energetico, certificazioni e sostenibilità ambientale (più che la formazione per questo ruolo sono richieste valide esperienze nel settore);
  • progettista green, colui che realizza ambienti verdi (formazione in architettura e ottima conoscenza del territorio).

Studenti in cerca di una specializzazione con buone possibilità di impiego, cosa state aspettando? Noi le dritte ve le abbiamo date… ora tocca a voi!

Il Nord Est italiano esempio di sostenibilità

23.02.2010

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Nel 2011 il settore del fotovoltaico raggiungerà in Italia un giro d’affari pari a circa 1.400 milioni di euro, esattamente 400 milioni di euro in più rispetto al 2009 e 450 milioni di euro in più rispetto al 2008. Una crescita estremamente positiva che vede protagonista l’area del Nord Est italiano, un territorio oggi esempio di eccellenza per la produzione di energia verde. 

Tale scenario, decisamente promettente, interessa in particolare le zone comprese tra Bologna, Padova, Vicenza e Treviso, caratterizzato da un proliferare di aziende che fanno della sostenibilità il proprio business.

A confermarlo i dati preliminari dell’Energy & Strategy Group, il dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano che lavora in stretta collaborazione con il Dipartimento di Energia nell’analisi e nell’interpretazione di strategie di business, scelte tecnologiche e dinamiche competitive riguardanti l’energia.

Dalla ricerca emerge che l’Italia del Nord fa da guida nei processi di ideazione e costruzione di macchine, impianti e attrezzature destinate a produttori di pannelli fotovoltaici sparsi in tutto il mondo. Anche nel settore dell’energia sostenibile, quindi, il Made in Italy si conferma marchio di qualità e affidabilità, e permette di dare visibilità internazionale a quelle piccole e medie aziende da tempo impegnate nella lotta all’inquinamento prodotto dall’impiego di energia tradizionale.

La crescita delle aziende impegnate nella produzione e gestione del fotovoltaico, stimata intorno al 15%, riflette una tendenza di cui noi di Energrid siamo da tempo promotori: la ricerca sempre maggiore di consumi energetici alternativi che aiutino il nostro ambiente e permettano allo stesso tempo di fare un investimento economico aziendale per il futuro.
Ottimi prospetti dunque per il futuro del pianeta grazie a una maggior presa di coscienza non solo dei cittadini, ma anche – e soprattutto - delle aziende stesse. 

La sostenibilità è un investimento aziendale

16.02.2010

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Non solo godono di una migliore reputazione, ma guadagnano anche di più rispetto ai loro concorrenti. Sono le aziende sostenibili, impegnate nelle loro attività business con un occhio di riguardo alla salvaguardia del nostro pianeta. A confermare questa tesi lo studio ‘Managing for sustainability’ realizzato dagli economisti dell’Economist. Su un campione di 200 dirigenti, selezionati un po’ qua e là tra le maggiori imprese del mondo, un numero considerevole ha espresso la convinzione che una politica aziendale sostenibile sia lo strumento necessario per combattere la crisi economica e fare crescere l’azienda sotto diversi punti di vista. L’87% dei manager ha dichiarato l’intenzione di incrementare la politica sostenibile all’interno del luogo lavorativo e il 46% ha dichiarato di ritenere fondamentale il connubio tra business e sostenibilità per la crescita della propria azienda. Insomma, l’impegno green riscuote il consenso della clientela e quindi favorisce i guadagni. Nell’indagine viene messo l’accento sui settori dell’ecologia e dell’energia pulita per la realizzazione di servizi a basso impatto ambientale (energia elettrica e neutralizzazione di emissioni di anidride carbonica in primis). La ricerca presenta risultati che fanno davvero pensare a un futuro più verde. Da tempo impegnati nella produzione di energia verde e nella promozione di una cultura sostenibile delle piccole e medie imprese, noi di Energrid siamo felici di constatare che, la strada sostenibile che da tempo abbiamo intrapreso, si sta delineando come unico scenario auspicabile per il prossimo futuro.
Le aziende che acquistano energia da Energrid assumono un impegno concreto nel combattere l’inquinamento rispetto a quelle che acquistano energia tradizionale.
Nel caso specifico del commercio di energia pulita, l’essere green fa sicuramente guadagnare di più nel tempo e questo è il motivo principale che porta una piccola-media azienda a sceglier energia rinnovabile.

Non solo il tipo di energia, ma anche alcuni strumenti di monitoraggio del consumo possono incidere sensibilmente sui costi, come ad esempio il ContaCorrente, l’innovativo strumento Energrid che permette di visualizzare e ottimizzare in tempo reale i consumi di energia elettrica. Nell’arco di un anno, le aziende riescono così ad abbattere i costi dell’energia elettrica di circa il 10%.

E’ evidente che qualcosa sta cambiando: le aziende iniziano a comprendere che la sostenibilità, oltre a essere un valore etico, è un investimento vero e proprio. Un modello economico sempre più verde, oltre che fare bene… paga.

Come si ricarica un’auto elettrica?

05.02.2010

imageInfomotori Web Awards 2010

Diminuire l’inquinamento causato dalla circolazione dei mezzi di trasporto? Non è più un miraggio.
Fino a non molto tempo fa l’idea che automobili e ciclomotori potessero circolare grazie all’alimentazione di energia verde sembrava la rappresentazione di un futuro molto lontano. Gli scettici non avevano e non hanno tutti i torti: avete mai visto un automobilista fermarsi alla stazione di rifornimento carburante e, con la stessa facilità con la quale infila la pompa di benzina nel serbatoio, attaccare la spina del suo scooter o della sua auto alla presa di ricarica di energia elettrica ecologica? Effettivamente si tratta di una scena poco nota ‘nel mondo reale’. Eppure le novità attuali parlano di grandi cambiamenti in vista. Energrid, da tempo impegnata nella fornitura di energia pulita a piccole e medie imprese, ha tutte le carte in regola per rientrare in questa nuova prospettiva ecologica.

Ma come funziona nel concreto la ricarica delle auto elettriche? E soprattutto, quali sono le possibili applicazioni di queste teorie che allettano il mercato automobilistico, sempre più sensibile al tema della mobilità sostenibile?
Le modalità più discusse sono sostanzialmente due: stazioni nelle grandi città e nelle zone periferiche industriali con colonne di ricarica che permetteranno di effettuare un rifornimento di elettricità, oppure una sostituzione rapida delle batterie di accumulatori scarichi con altre già cariche. Altra opzione possibile, meno discussa ma altrettanto interessante, è la ricarica ad energia solare: una stazione dotata di energia solare sarà in grado di ricaricare l’auto nel corso della notte, per renderla completamente autonoma durante il giorno.

A questi progetti si aggiunge un passo decisivo da parte della Camera che, nel mese di gennaio, ha firmato una mozione per sostenere fino al 50% gli investimenti volti alla realizzazione delle infrastrutture previste per lo sviluppo e la diffusione della mobilità elettrica.

Ma come funziona nel concreto la ricarica delle auto elettriche? E soprattutto, quali sono le possibili applicazioni di queste teorie che allettano il mercato automobilistico, sempre più sensibile al tema della mobilità sostenibile?
Le modalità più discusse sono sostanzialmente due: stazioni nelle grandi città e nelle zone periferiche industriali con colonne di ricarica che permetteranno di effettuare un rifornimento di elettricità, oppure una sostituzione rapida delle batterie di accumulatori scarichi con altre già cariche. Altra opzione possibile, meno discussa ma altrettanto interessante, è la ricarica ad energia solare: una stazione dotata di energia solare sarà in grado di ricaricare l’auto nel corso della notte, per renderla completamente autonoma durante il giorno.

A questi progetti si aggiunge un passo decisivo da parte della Camera che, nel mese di gennaio, ha firmato una mozione per sostenere fino al 50% gli investimenti volti alla realizzazione delle infrastrutture previste per lo sviluppo e la diffusione della mobilità elettrica.

Dieci lezioni per una vita ecosostenibile

28.01.2010

Vi ricordate come abbiamo salutato il 2009? Con un po’ di consigli per rendere un’azienda un po’ più verde. Questa volta parliamo di ciò che potreste fare in prima persona nella vita di tutti i giorni.

Non ci stiamo riferendo ai soliti suggerimenti sul risparmio energetico come spegnere le luci, utilizzare l’acqua con criterio ecc., parliamo di consigli utili a condurre uno stile di vita che non si limita a una concezione individualista, ma vuole coinvolgere l’intera comunità, la società, nel delicato compito della salvaguardia del nostro ambiente attraverso un corretto e consapevole consumo energetico.

  1. Provate a considerarvi ‘realmente’ parte della vostra comunità: anche se al giorno d’oggi la vita è frenetica e il tempo sembra sempre poco, restare in contatto con chi vi sta vicino è essenziale per promuovere l’idea di una società sostenibile. Potreste banalmente partire proprio dai vostri vicini di casa.
  2. Diventate un esempio e un modello da imitare. Se siete dei green addicted non perdete occasione per sottolinearlo, non solo con i vostri amici, ma anche con i vostri colleghi e le persone con le quali entrate in contatto quotidianamente. Innescate il passaparola. Di questi tempi, dove tutti sono più allarmati da ciò che sta succedendo al pianeta e sono sempre più incuriositi da uno stile di vita sostenibile, è importante spiegare anche agli altri come fare. Quindi se fate la raccolta differenziata, usate la bicicletta per andare a lavorare e scegliete solo certi tipi di prodotti, raccontalo!
  3. Sfruttate i nuovi media per diffondere le buone pratiche della sostenibilità. Internet e i social network sono luoghi virtuali dove la comunicazione avviene in maniera sempre più efficace e soprattutto dove è possibile raggiungere sempre più persone. Usare queste ‘piazze virtuali’ per diffondere la filosofia ecosostenibile può essere estremamente vantaggioso, in particolar modo se comunicate attraverso i social network o, perché no, attraverso il vostro blog personale.
  4. Potete seguire uno stile di vita sostenibile anche da soli, ma l’unione fa la forza: unitevi ad altri! Ci sono tanti gruppi ambientali, non necessariamente schierati politicamente. Anzi, affrontare queste tematiche è possibile anche in altre sedi: gruppi religiosi, o associazioni sportive per esempio. Le tematiche della sostenibilità si estendono a qualunque campo!
  5. Cooperare inizialmente e competere in un secondo momento. Il senso di competizione può venire in vostro aiuto perché per molte persone rappresenta un forte stimolo all’azione. Tentare di diventare il condominio, il palazzo o la città più green può essere un bel gioco di sfida da intraprendere con altri condomini, altri palazzi e altre città. Ad esempio le città che fanno maggiore uso di energie rinnovabili, così come le piccole e medie imprese che si alimentano con energia verde, godono di una reputazione particolarmente positiva per il resto della società.
  6. E se ci addentrassimo nella vita pratica? Che cosa si potrebbe fare? È importante cambiare il vostro modo di consumare: comprare prodotti locali è il punto di partenza. In questo modo contribuirete all’economia locale e aiuterete l’ambiente perché la commercializzazione di prodotti non locali presuppone il fatto che la merce percorra molti chilometri per arrivare fino a voi (ciò significa meno inquinamento!). La dieta alimentare biologica si basa proprio su questo fondamentale principio.
  7. Come vi muovete in città? È importante prestare attenzione anche a questo aspetto: limitare l’uso dell’auto e scegliere la bicicletta o i mezzi pubblici è un modo saggio per ridurre l’inquinamento. Ci sono anche altri tipi di mobilità sostenibile, come il car pooling e il car sharing quando non si può proprio fare a meno dell’auto, o i walking bus, per portare i bambini a scuola a piedi.

  8. Riciclare. Non parliamo solo di rifiuti, ma anche di cose che non vi piacciono o non vi servono più (abiti, libri, elettrodomestici ecc.), che ad altri potrebbero però interessare. Questi tipi di prodotti si possono donare ai bisognosi, oppure si possono vendere. Ci sono anche i mercatini (online e non) che potreste organizzare anche nella vostra comunità.
  9. Fate vostri i concetti base della bioarchitettura. La casa rappresenta la famiglia, che a sua volta rappresenta il nucleo della società. Per una società ecosostenibile e rispettosa dell’ambiente è essenziale che anche gli interventi architettonici rispettino il territorio circostante, senza stravolgere la tradizione di un territorio. Se state costruendo casa, evitate di creare un ecomostro, ce ne sono già molti in giro per l’Italia!
  10. Lo sapevate che l’uso di droghe, oltre a essere dannoso per la vostra salute, lo è anche per l’ambiente? Il concetto che forse vi è già noto è che fumare sigarette o sostanze illegali inquina l’aria che respirate. Quello che invece non pensate mentre accendete una sigaretta è che tabacco, cocaina e marijuana sottraggono terreni alle coltivazioni.

Se volete approfondire potete trovare informazioni dettagliate cliccando su questo link: rendi sostenibile la tua comunità.

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