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Energrid SpA, società del Gruppo CIE, è uno dei principali attori del mercato energetico italiano. Parlare di energie ‘alternative’ e farlo con l’autorevolezza di una società considerata il partner globale per tematiche energetiche, richiede nuovi spazi. Di qui la necessità di un’area sul sito istituzionale essa stessa ‘alternativa’ in cui Energrid approfondirà la sua realtà aziendale e tratterà temi di scenario cari a tutti, quali il risparmio energetico e quindi il rispetto dell’ambiente.

Mobilità sostenibile con le energie alternative

17.05.2010

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Lo scooter che viaggia a energia solare? Potrà percorrere più di 100 km con appena 75 centesimi. Con una tessera simile a quella del bancomat ci si potrà fermare alla stazione di ricarica per fare il pieno e ricevere direttamente sul cellulare informazioni sul costo dell’operazione. Questo lo scenario che da tempo prospettano i produttori di energie alternative e alcune tra le case automobilistiche con aspirazioni sempre più green.

Da tempo infatti si parla del solare per proporre un tipo di energia alternativa che esca dai confini del mondo della produzione di elettricità e entri finalmente in quello dell’urbanistica e soprattutto della mobilità. Ci sono aziende particolarmente impegnate su questo fronte: è il caso ad esempio di Solon, industria padovana che ha deciso di mettere a disposizione dei suoi 190 dipendenti moduli fotovoltaici per permettere loro di ricaricare veicoli elettrici e biciclette. Luca Secco, uno degli ingegneri dell’industria in questione, spiega in un’intervista rilasciata a La Repubblica che anche la navigazione via mare potrebbe essere agevolata dall’impiego di energia solare per un tipo di navigazione a impatto zero.

E’ anche il caso della casa automobilistica Nissan che con l’accordo triennale siglato con General Electric prevede lo sviluppo di ‘piattaforme smart’ per ricarica di veicoli elettrici. La partnership tecnica prevede sostanzialmente due tipologie di intervento: l’integrazione di veicoli elettrici con gli edifici e la ricarica di veicoli con l’electric grid.

Grandi successi per il solare e per le altre tipologie di energia pulita.
I bilanci sono positivi un po’ in tutta Europa, con dati particolarmente favorevoli per paesi come la Germania che, già dai primi anni ’90, ha assunto una posizione innovativa nella produzione di celle e moduli per i tetti solari: la Germania si conferma prima al mondo per potenza fotovoltaica installata, seconda per superficie di solare termico (qui in primato va alla Cina) e seconda anche per l’eolico (il primato nel settore eolico è detenuto tutt’oggi dagli USA).

Per quanto riguarda il campo del solare termico sono Grecia, Israele e Austria i paesi più green.
E l’Italia? Non sta certo a guardare: i dati diffusi dal Gse (Direttore servizi elettrici) parlano di 71 mila impianti fotovoltaici realizzati alla fine del 2009 e previsioni per il 2010 di 130 mila impianti.
Motociclisti e automobilisti, preparatevi dunque, a ricaricare presto il vostro mezzo con l’energia alternativa!

Energrid al Solarexpo di Verona

07.05.2010

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Mettere insieme le diverse voci che popolano il mondo delle energie rinnovabili, con particolare focus sul fotovoltaico, e stimolare una crescita sempre maggiore. Questo l’obiettivo di Solarexpo, la fiera dedicata alle fonti energetiche alternative in corso a Verona (5- 7 maggio).
Sempre più numerose le piccole e medie imprese che partecipano all’evento e come d’abitudine ci siamo anche noi di Energrid.

Che l’attenzione all’ambiente e a uno stile di vita sostenibile stia crescendo è un dato di fatto dimostrato anche dai numeri, sempre più positivi, di Solarexpo. Nel 2007 i padiglioni destinati ad accogliere gli espositori erano appena 3 e le aziende partecipanti erano esattamente 572. E oggi? I dati sono decisamente cambiati: dai 3 padiglioni di 3 anni fa la Fiera è passata ad accoglierne ben 10, destinati agli oltre 1.250 espositori provenienti da tutto il mondo (il 40% delle presenze proviene dall’estero). E continuiamo con i numeri: in Italia negli ultimi 3 anni il fotovoltaico è passato da una potenza annuale con il conto energia di 70Mw, a una di 750Mw (dati Gse).

Quest’anno il tema portante è l’interazione tra imprese e istituzioni affinchè le decisioni aziendali di andare nella direzione delle energie alternative siano sempre più dirette, ma soprattutto regolamentate e sostenute, dalle istituzioni statali. Nello specifico alla tre giorni si parla del connubio tra l’architettura sempre più innovativa e l’utilizzo del solare, di R4r, ossia il workshop che permetterà a 23 tra spinoff universitari e startup operative di presentare i loto progetti, e di ecolavoro, cioè delle sempre maggiori possibilità lavorative che lo sviluppo delle energie alternative offrono. 

Pianificare il consumo di energia: le aziende green controllano meglio la spesa

28.04.2010

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Illuminazione degli uffici, computer accesi, stampanti e altri macchinari vari, sala server, data center… Quanto consuma un’azienda in energia elettrica? Ma soprattutto, i costi dovuti al consumo di energia elettrica, sono inclusi nella pianificazione del bilancio? La risposta è no! 

Un’interessante ricerca, condotta dal centro di ricerca statunitense Kelton Research sotto commissione di Avanade, aiuta le piccole e medie imprese, ma anche le grandi realtà aziendali, a comprendere l’importanza dell’inserimento nel bilancio del dato di spesa legato al consumo di energia.

Dalla ricerca emerge che solo il 26% delle imprese pensa all’energia elettrica come a un driver utile alla riduzione del costi aziendali, mentre il 47% ritiene che le spese destinate all’ energia elettrica siano da legare all’area di intervento IT. Un altro dato aiuta a capire meglio quanto sia importante potere pianificare la spesa destinata al consumo energetico: circa l’89% delle aziende considera l’importanza dei costi energetici solo al momento dell’acquisto.

Questi dati permettono di fare una riflessione che ancora una volta porta nella direzione delle energie pulite in quanto energie che permettono di risparmiare sul lungo e breve periodo.
In sostanza le aziende responsabili, ossia quelle che consumano energia pulita, oltre a non impattare negativamente sull’ambiente, hanno la possibilità di inserire gli investimenti rivolti al settore energetico sostenibile nei loro bilanci e quindi di programmare e risparmiare le risorse dedicate al fabbisogno energetico, bilancio dopo bilancio.

Boom di comuni rinnovabili in Italia

21.04.2010

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I comuni italiani sono sempre più impegnati nell’utilizzo e nella diffusione di impianti energetici verdi. E c’è di più: non solo l’86% produce energia sostenibile e soddisfa il fabbisogno energetico dei residenti, ma una buona parte di questa percentuale riesce addirittura a produrre energia pulita in eccesso, traendone quindi profitto grazie alla rivendita. Un’immagine del paese estremamente positiva, quella che emerge dal rapporto ‘Comuni Rinnovabili’, il progetto di ricerca ideato da Legambiente che per circa cinque anni ha monitorato l’impiego di impianti energetici rinnovabili nel nostro paese.

Esattamente 6.993 comuni hanno installato un impianto di energia alternativa sul proprio territorio, facendo registrare un aumento del 13% rispetto all’anno scorso (nel 2009 erano 5.580, mentre nel 2008 erano 3.190). Continuando con i numeri, dal rapporto emerge che 6.801 comuni hanno installato impianti solari, 297 hanno installato almeno un eolico, 799 si sono affidati al mini idroelettrico, 181 alla geotermia e 788 alle biomasse.

Ma quali sono le zone più sostenibili? Il nord si riconferma, come avevamo già detto in un post precedente, territorio d’eccellenza per produzione e consumo di energia verde. Tra i primi 15 comuni della lista green stilata da Legambiente, ben 10 si trovano nella provincia di Bolzano e la prima posizione è occupata dal comune di Sluderno (1800 abitanti per un totale di 13.646 megawatt di calore all’anno prodotti). Seguono i comuni di Dobbiaco, Prato allo Stelvio, Vipiteno, Brunico e altri comuni nel territorio tra Aosta, Trento e Bolzano.

L’impatto che questa crescita sta avendo anche sul mondo dell’eco lavoro è particolarmente positivo: le previsioni di crescita di occupazione nel settore legato alle energie sostenibili parlano di 250 mila posti di lavoro in più.

Il trend positivo stupisce, ma risponde in modo adeguato a quelle che sono le aspettative dell’Unione Europea: entro il 2020 l’Italia è chiamata a produrre almeno il 17% di energia attraverso fonti rinnovabili. 

Il futuro è green con gli oggetti tecnologici sostenibili

09.04.2010

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Avete mai pensato di farvi aiutare in casa da piccoli oggetti tecnologici che, oltre a risolvere molte incombenze domestiche, rispettano l’ambiente perché progettati in modo ecocompatibile? Chi ha premiato questi prototipi lo ha sicuramente fatto. Si tratta di PAD, una famiglia di piccoli animaletti digitali alimentati a energia solare. Ma conosciamoli meglio: Ugo è un piccolo giardiniere elettronico tutto fare in grado di prendersi cura delle piante dosando acqua e luce in modo ottimale, Jeko è un esperto che cambiando colore segnala le variazioni atmosferiche nel corso della giornata, poi ci sono le signorine Mathilda e Kuma che si aggirano per casa rimuovendo gli acari di troppo dal pavimento e dai caloriferi, mentre Ilma e Tito sono la coppia di oggettini incaricati di ionizzare e umidificare l’aria rendendola più salubre e gradevole.

Non è una famiglia di personaggi venuti dal pianeta di chissà quale cartoon d’animazione, ma la collezioni di oggetti che l’anno scorso ha vinto il primo premio del Samsung Young Design Award, il concorso che vuole premiare i progetti sostenibili di giovani architetti e designer.

Anche quest’anno il gruppo della giuria è andato in giro per le università italiane alla ricerca di giovani talenti capaci di far coesistere l’idea dell’innovazione e della tecnologia con quella della sostenibilità. Il tema della quarta edizione del concorso, ideato da Samsung Electronics Italia con il Patrocinio dell’Adi (Associazione Design Industriale), è ‘Rendere la sostenibilità divertente con i prodotti digitali’. La prima fase del concorso, che va da febbraio a giugno, permette agli studenti di accreditarsi sul sito internet del Samsung Young Design Award e di partecipare ai tanti workshop che si terranno nelle diverse università italiane, mentre la seconda fase, che va da luglio a settembre, sarà di perfezionamento dei progetti selezionato e poi, nel mese di novembre, si terrà la tanto attesa premiazione. 

In attesa di conoscere i nuovi prodotti digitali green, rifacciamoci gli occhi con quelli che nel corso dell’edizione passata hanno riscosso maggiore successo per la loro innovazione, bellezza e funzionalità. Questi oggetti di design, funzionali alla vita di tutti i giorni, sono particolarmente indicati per diffondere una filosofia di vita sostenibile. Noi di Energrid apprezziamo in modo particolare eventi di questo genere che stimolano la riflessione intorno ai temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.

Energia nucleare formato mini

01.04.2010

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Che piccolo è anche bello lo dice perfino Bill Gates che con la sua società TerraPower ha avviato una alleanza con Toshiba per realizzare il primo ‘reattore portatile’.

Si chiama mini-nucleare: sono centrali in formato tascabile con costi di produzione ridotti a un decimo rispetto alle centrali nucleari tradizionali, possibilità di posizionamento non necessariamente in prossimità di grandi fonti idriche e una soluzione ottimale per sostituire le centrali a carbone riducendo quindi le emissioni nocive di C02.

Dei nuovi e piccoli reattori si sta tanto parlando in questo periodo negli Stati Uniti. Le tre grandi aziende di servizi pubblici statunitensi Tennessee Valley Authority, First Energy e Oglethorpe, stanno lavorando per ottenere la certificazione necessaria dalla Nuclear Regulatory Commission (Commissione di regolamentazione nucleare degli Stati Uniti) per poter procedere all’installazione dei primi ‘mini reattori’.
L’idea dei reattori più piccoli non è nuova, nasce infatti dall’esperienza accumulata nel corso degli anni nella progettazione di mini impianti nucleari per navi, sottomarini e rompighiaccio, realizzati soprattutto negli Stati Uniti e in Russia.

Ma cerchiamo di comprendere meglio in che cosa consistono effettivamente i vantaggi legati all’impianto mPower, questo il nome del mini reattore nucleare.

  • Economico: la realizzazione del reattore richiede l’impiego di circa 750 milioni di dollari, a differenza dei 5-10 miliardi necessari alla realizzazione di una centrale tradizionale. I piccoli impianti infatti richiedono meno cemento e ferro e sono molto più semplici da realizzare.
  • Sicurezza: gli esperti assicurano che il livello di sicurezza dovrebbe essere equivalente, se non superiore, ai reattori tradizionali. La struttura è più semplice e presenta meno parti mobili che rischiano di rompersi. Altro vantaggio per la sicurezza sarebbe la presenza ridotta di reazioni nucleari che quindi generano meno calore, caratteristica che li dovrebbe rendere più sicuri in caso di malfunzionamento. I mini reattori verrebbero inoltre posizionati in strutture di contenimento a due piani poste sotto il terreno.
  • Riduzione di C02: i mini reattori risolverebbero lo storico problema delle emissioni nocive di C02 delle centrali a carburante.

Se tutto ciò fosse vero, resterebbero tuttavia irrisolti i problemi da sempre legati al nucleare, mini o grande che sia: quelli relativi allo stoccaggio delle scorie dei residui nucleari, quelli legati alla contaminazione in caso di incidenti e, nuova inquietudine del popolo americano, quelli che vedono la possibilità che i nuovi impianti richiamino l’attenzione dei terroristi e diventino bersaglio facile per gli attentatori. Altra perplessità riguarda i posti di lavoro: come avevamo segnalato in un post precedente sul tema dell’ecolavoro, le stime sulla crescita occupazionale legata alla produzione di energie rinnovabili, che si tratti di eolico o pannelli solari, parlano di un boom dell’impiego nel settore, mentre i mini reattori – stando all’ articolo pubblicato sul Corriere della sera dal quale ci siamo ispirati - ridurrebbero drasticamente l’occupazione.

Questa particolare forma “parcellizzata” di produzione energetica potrebbe dare un ulteriore stimolo alla diffusione della cosiddetta generazione distribuita (o autoproduzione), così come accade nel caso del fotovoltaico, dell’eolico o del termico.  Ed è forse l’aspetto più interessante: lo sviluppo di processi in netta contrapposizione con la tradizionale gestione dell’energia e della rete elettrica (ossia con poche e grandi centrali collegate a reti di distribuzione ad altissima tensione). Un obiettivo di sostenibilità, quello dell’autoproduzione, che vede Energrid tra i suoi principali promotori a livello nazionale.

Che cos’è la cogenerazione?

17.03.2010

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Proseguiamo la nostra analisi delle soluzioni alternative all’energia elettrica tradizionale, per andare incontro al risparmio energetico e per rispettare l’ambiente riducendo le emissioni nocive: oggi parliamo di cogenerazione.

Che cos’è esattamente la cogenerazione? Si tratta di un tipo di soluzione impiantistica finalizzata ad aumentare l’efficienza dei processi di produzione energetica grazie alla generazione simultanea di energia elettrica e termica partendo da una singola fonte di energia primaria.

Quali sono i vantaggi della cogenerazione?
I sistemi di cogenerazione sono particolarmente indicati per il recupero e il risparmio energetico perché grazie a questa tecnologia i processi di produzione e consumo di diverse forme di energia secondaria, quindi elettrica, meccanica e termica, avvengono partendo da una sola fonte, fossile o rinnovabile. Basti pensare che, nel processo di produzione combinata, si può arrivare a ottenere un’efficienza di utilizzo del combustibile fossile anche maggiore dell’ 85%, con un conseguente risparmio dei costi e delle emissioni inquinanti.

Che cos’è la trigenerazione?
Possiamo definire la trigenerazione come un’evoluzione della cogenerazione che combina la produzione di energia termica, elettrica e frigorifera. Utilizzando una sola fonte combustibile si arriva alla produzione contemporanea di energia meccanica (elettrica), calore e freddo. Normalmente nelle centrali termoelettriche tradizionali viene dispersa gran parte dell’energia del combustibile sotto forma di calore (circa i 2/3), mentre con la cogenerazione e/o trigenerazione è possibile combinare calore ed elettricità (C.H.P.) con risultati che portano alla conversione dei 4/5 dell’energia del combustibile in energia utilizzabile.

Incentivi sulla cogenerazione
Il Parlamento Europeo ha riconosciuto l’importanza della cogenerazione ai fini del raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Con il Decreto legislativo 7 febbraio 2007, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri in attuazione della Direttiva europea 2004/8/CE, si promuove la Cogenerazione ad alto rendimento, cioè la produzione combinata di energia elettrica e calore.
La scelta della cogenerazione fa sì che si possano ottenere titoli che attestano il risparmio energetico, i cosiddetti ‘certificati bianchi’, che permetteranno agli operatori di recuperare più velocemente i costi di investimento.

Tipologia impianti
Alcuni degli impianti più comunemente utilizzati oggi sono quelli realizzati con turbogas (o motore alternativo) e caldaia a recupero. I fumi sono convogliati nella caldaia a recupero in modo da permettere la produzione di acqua calda (utilizzata per il riscaldamento e/o il sanitario) e vapore saturo (a uso di utenze industriali) o vapore surriscaldato (per turbine a vapore o utenze industriali).

In sintesi, perché adottare la cogenerazione?
I principali VANTAGGI che derivano da un Impianto di Cogenerazione possono così riassumersi: 

  • ECONOMICO: con la cogenerazione si sfrutta meglio l’energia contenuta nel combustibile ovvero, a parità di energia utile prodotta, si consuma meno combustibile; quindi si ha una maggiore efficienza nella conversione energetica.
  • AMBIENTALE: il minor consumo di combustibili implica una minor quantità di emissioni nocive nell’ambiente e, per conseguenza, una diminuzione dei costi sociali dell’inquinamento; i sistemi CHP consentono una notevole riduzione dei gas serra: in particolare ogni kWh prodotto in un impianto a cogenerazione alimentato a metano consente un risparmio di 450 g di CO2 rilasciata in atmosfera rispetto alla produzione separata di energia elettrica e termica, che equivale a una diminuzione del 43% dell’anidride carbonica. Inoltre la mitigazione dell’impatto ambientale deriva anche dalla riduzione dei particolati, degli NOx e degli SOx.
  • SALVAG. DELLE RISORSE: la cogenerazione consente un utilizzo più efficiente delle risorse energetiche tradizionali (petrolio, carbone, gas naturale), riducendone gli sprechi.
  • FINANZIARIO: la cogenerazione, in alcune sue applicazioni, è considerata una fonte di energia assimilabile alle fonti alternative e gode quindi di tutti gli incentivi e facilitazioni previste dalla Legge e dal Piano Energetico Nazionale.

Quanto sopra elencato comporta per l’utilizzatore finale una sensibile riduzione dei consumi di Energia Primaria (e in assetto trigenerativo anche di Energia Elettrica) e un significativo risparmio sui costi delle bollette elettrica e termica.

Energrid prosegue il suo cammino nel rispetto dell’ambiente e nella ricerca di fonti energetiche alternative, come testimonia la partnership con la Società Heat & Power, azienda leader nel settore dell’uso razionale dell’energia elettrica e della cogenerazione distribuita.

In questo arco di tempo abbiamo già installato 40 impianti di cogenerazione e, cosa molto importante, il cliente non spende nulla ma è agevolato dai benefici che l’impianto offre.

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